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Programmare l’AMF 2019 è stato senz’altro una questione di passione e competenze, artistiche, amministrative, informatiche, digitali e grafiche ma soprattutto una questione di grande desiderio, ambizione e volontà di coniugare musica e luoghi della musica, in modo che ognuno possa godere di Levanto in musica e della musica a Levanto.
Levanto rappresenta bellezza e armonia, tra vallata e mare, una storia millenaria, architettura rurale, civile e religiosa rappresentativa di diverse epoche nonché qualità nella ricettività, nella eno-gastronomia, nella accoglienza, nelle produzioni locali: tutto ciò converge nell’AMF 2019, con tanta cooperazione di tanti soggetti, residenti, volontari, amministrazione, commercio, operatori, tecnici.
Un grande regalo per Levanto, l’AMF2019, ma anche- e soprattutto- l’occasione per dimostrarne capacità e potenzialità.
Quanto all’offerta musicale, il pubblico ne potrà apprezzare la varietà e la qualità: la coniugazione del multiforme violoncello, strumento di Massimo Amfiteatrof, in molte delle sue manifestazioni, le molte  contaminazioni, l’occasione fornita a giovani talenti, la cooperazione con i luoghi della formazione musicale, conservatori e liceo musicale liguri e con prestigiosi Festival, grandi nomi, concerti classici, e una rappresentazione teatrale che parla di genio musicale.
Musica, davvero, per tutti, troverete nel programma!
La grafica, concepita e realizzata da un giovane talento, è stata curata per essere chiara e attraente, così come la comunicazione, tramite il sito e i social media, frutto di passione e competenza digitale.
Una particolarità sarà la comunicazione tramite il media partner Radio Levanto Valdivara durante tutto il periodo del Festival… una sorpresa.
La declinazione di AMF2019 in Amfiteatr-off e Amfiteatr-out, consentirà di percorrere i temi musicali con parole e musica e di avere informazioni per vivere il Festival anche tra un concerto e l’altro, godendosi le offerte escursionistiche, gastronomiche, ricettive e commerciali di Levanto.
ENJOY!

Lug
9
Mar
Domenico Nordio e Orazio Sciortino – Duo violino e pianoforte @ Chiesa di Sant'Andrea
Lug 9@21:30

I musicisti

 

Domenico Nordio
Domenico Nordio, violino

Allievo di Corrado Romano e di Michèle Auclair, nato a Venezia nel 1971, ex bambino prodigio (ha tenuto il suo primo recital a dieci anni), Domenico Nordio ha vinto a sedici anni il Concorso Internazionale “Viotti” di Vercelli con il leggendario Yehudy Menuhin Presidente di Giuria. Si è esibito nelle sale più prestigiose del mondo (Carnegie Hall di New York, Salle Pleyel di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Barbican Center di Londra, Suntory Hall di Tokyo) e con le maggiori   orchestre, tra le quali la London Symphony, la National de France, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestra Borusan di Istanbul, l’Enescu Philharmonic, la Simon Bolivar di Caracas, la Nazionale della RAI, la Moscow State Symphony.
E’ artista residente dell’Orchestra Verdi di Milano e musicista Sony.

 

orazio sciortino

Pianista e compositore, Orazio Sciortino collabora con importanti istituzioni musicali italiane ed estere, dal Teatro alla Scala di Milano, a MiTo Settembremusica, al Teatro La Fenice, a Bologna Festival, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Sociedad Filarmonia di Lima, al Festival di Ankara, al Konzerthaus di Berlino,  etc..Ha registrato per le case discografiche Dynamic, Bottega Discantica, Limen Music e Sony Classical.
Si occupa anche di divulgazione, rapporti tra la musica, le arti visive e le neuroscienze.  E’ stato nominato Krug Ambassador nel 2016. Nutre una passione per la cucina e vive a Milano.

Il concerto

Wolfgang Amadeus Mozart, Sonata in si bemolle maggiore K 454
Largo
Andante
Rondò. Allegretto

Felix Mendelssohn Bartholdy, Sonata in fa minore op.4
Adagio – Allegro moderato
Poco Adagio
Allegro agitato

Robert SchumannSonata in re minore “Grosse Sonate” op.121
Ziemlich langsam. Lebhaft
Sehr lebhaft
Leise, einfach
Bewegt

Ago
3
Sab
Variazioni sul Tema del Fantasma. Testo e Regia di Fausto Cosentino, con Vittorio Ristagno e Paolo Drago @ Casinò Municipale
Ago 3@21:30

Il 28 luglio 1856, in una clinica per malattie mentali presso Bonn, muore Robert Schumann.
Il 27 febbraio 1854, in piena crisi artistica ed esistenziale , era uscito dalla sua casa di Dusseldorf e si era gettato nelle fredde acque del Reno.
Salvo per miracolo, venne affidato alle cure del dottor Richarz e internato ad Endenich.
Perseguitato da voci incorporee che lo accusano di non essere l’autore della sua musica e, solo occasionalmente visitato dai suoi allievi, fra cui Johannes Brahms, non rivide mai più la moglie Clara e i figli.
Causa della malattia di Schumann è stata ipotizzata la schizofrenia. I musicologi che la citano come causa della pazzia di Schumann, spesso fanno riferimento alle sue recensioni musicali (che firmava  Florestano o Eusebio) come prova della sua personalità multipla, e dunque della sua schizofrenia.
Nel complesso, Schumann rimase depresso e appartato per tutta la sua degenza in ospedale e non compose nessun altro vero pezzo di musica.
Ossessionato dalle “regole”, trascorreva le sue giornate nel vano tentativo di completare “L’arte della fuga” di Johann Sebastian Bach, ossia dedicandosi alla forma musicale che più “deve” sottostare alle “regole”.
“Variazioni sul tema del fantasma” – titolo della sua ultima composizione, il cui tema Schumann sosteneva gli fosse stato dettato dallo spettro di Franz Schubert  – è il titolo del nostro spettacolo, costruito sulle testimonianze degli ultimi due anni di vita di Robert Schumann.
Attraverso lettere, stralci di diari e testimonianze, si tenta di raccontare una storia di arte e pazzia.
Ci occupiamo del rapporto fra genio e follia.
E’ la follia che genera il genio? O, invece, è il genio che conduce alla follia?

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