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Variazioni sul Tema del Fantasma. Testo e Regia di Fausto Cosentino, con Vittorio Ristagno e Paolo Drago

Il 28 luglio 1856, in una clinica per malattie mentali presso Bonn, muore Robert Schumann.
Il 27 febbraio 1854, in piena crisi artistica ed esistenziale , era uscito dalla sua casa di Dusseldorf e si era gettato nelle fredde acque del Reno.
Salvo per miracolo, venne affidato alle cure del dottor Richarz e internato ad Endenich.
Perseguitato da voci incorporee che lo accusano di non essere l’autore della sua musica e, solo occasionalmente visitato dai suoi allievi, fra cui Johannes Brahms, non rivide mai più la moglie Clara e i figli.
Causa della malattia di Schumann è stata ipotizzata la schizofrenia. I musicologi che la citano come causa della pazzia di Schumann, spesso fanno riferimento alle sue recensioni musicali (che firmava  Florestano o Eusebio) come prova della sua personalità multipla, e dunque della sua schizofrenia.
Nel complesso, Schumann rimase depresso e appartato per tutta la sua degenza in ospedale e non compose nessun altro vero pezzo di musica.
Ossessionato dalle “regole”, trascorreva le sue giornate nel vano tentativo di completare “L’arte della fuga” di Johann Sebastian Bach, ossia dedicandosi alla forma musicale che più “deve” sottostare alle “regole”.
“Variazioni sul tema del fantasma” – titolo della sua ultima composizione, il cui tema Schumann sosteneva gli fosse stato dettato dallo spettro di Franz Schubert  – è il titolo del nostro spettacolo, costruito sulle testimonianze degli ultimi due anni di vita di Robert Schumann.
Attraverso lettere, stralci di diari e testimonianze, si tenta di raccontare una storia di arte e pazzia.
Ci occupiamo del rapporto fra genio e follia.
E’ la follia che genera il genio? O, invece, è il genio che conduce alla follia?

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